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venerdì 19 aprile 2013

FED CUP: L'ITALIA E LE ALTRE


Siamo ormai all'inizio della stagione sulla terra rossa europea e dopo l’antipasto costituito dal torneo di Katowice, nel quale ha trionfato la nostra Robertina Vinci, ci aspettano ormai i grandi appuntamenti d’avvicinamento al Roland Garros. Prima di tutto ciò, questo fine settimana sarà protagonista la Fed Cup, appuntamento che i grandiosi risultati delle nostre tenniste negli ultimi anni hanno reso sempre più atteso tra gli appassionati. L’Italia si trova per l’ennesima volta nelle prime quattro del mondo e dovrà giocarsi la semifinale sulla terra di Palermo contro la Repubblica Ceca. Il precedente dell’anno scorso non è certo incoraggiante, ma sabato si giocherà in condizioni totalmente diverse. Sul cemento indoor di Ostrava, infatti, una Schiavone in declino e una Errani non ancora top 10 nulla avevano potuto contro una Kvitova ingiocabile e contro la velocità della superficie. Oggi la numero 1 ceca vive un momento di forma scandaloso
e dovrebbe già di suo avere molte difficoltà sulla terra. Speriamo che la vittoria di Roberta in Polonia sia di buon auspicio, in ogni caso splittare i due singolari contro Petra è tutt’altro che utopico, con la pressione che finirebbe sulle spalle dell’altra singolarista ceca. Francamente, non mi sbilancerei troppo sulla sua identità, probabilmente ci sarà ballottaggio fino all’ultimo ma, almeno al sabato, azzardo Safarova, con Zakopalova che ha comunque discrete possibilità di giocare almeno un match. L’Italia, dopo il cameo di Knapp e Burnett contro gli USA, torna alla classica formazione delle vittorie 2009 e 2010, ma Errani e Vinci, le scudiere di allora, diventano titolari inamovibili, mentre le veterane Pennetta e Schiavone restano in attesa nel caso dovesse colpire la sfiga. Ripetiamo, ottime possibilità per le nostre. Se non altro è possibilissimo che il doppio diventi decisivo e lì partiremmo decisamente favoriti.
L’altra semifinale è un vero e proprio terno al lotto. Una Russia spuntata ospita a Mosca una non irresistibile Slovacchia, rendendo quasi impossibile pronosticare persino le protagoniste dei match. Sul fronte slovacco, la cara vecchia Hantuchova mi pare possa dare maggiori garanzie in occasioni come questa rispetto a Cibulkova e Rybarikova, che pure hanno miglior ranking. Fossi il loro capitano non esiterei a buttarla in campo. La Russia, dal canto suo, alle spalle della Kirilenko, quasi certa del posto, schiera Pavlyuchencova e Makarova, che in singolare non stanno proprio brillando. Vesnina potrebbe rimontare in acqua 4 per il posto da seconda singolarista. Molto forte, invece il doppio composto da Elena ed Ekaterina. Direi che di riffa o di raffa dovrebbero spuntarla i padroni di casa, visto anche che la presunta stella slovacca sarebbe Dominika “braccino” Cibulkova.
Incontri abbastanza interessanti anche nei playoffs del world group. La Svizzera potrebbe avere qualche possibilità di upset nei confronti dell’Australia, la Spagna dovrebbe incontrare poche difficoltà col Giappone, mentre gli USA dovrebbero disintegrare la Svezia anche se le Williams, comunque presenti, non dovessero scendere in campo. Possibile staffetta tra le sorellone, la Stephens e la Lepchenko. L’incontro più interessante dei playoffs è però Germania - Serbia. Le tedesche schierano da un po’ di tempo formazioni sulla carta molto buone, ma in Fed Cup non hanno, per ora, ottenuto grandi risultati. Dovrebbero avere ragione di una Serbia senza Jankovic ma la sensazione, comunque, è che solo la presenza di una Petkovic al meglio potrebbe cambiare i destini di questo gruppo tedesco in Fed Cup.
Appuntamento a sabato per il primo giorno di gioco con i primi due singolari, tutti a tifare per le nostre.
Alla prossima!

Mattia Carrea

domenica 7 aprile 2013

COPPA DAVIS - IMPRESA SFIORATA, ADESSO SERVE IL MIRACOLO - CANADA ITALIA 2-1


Non basta l'ottima prova della coppia italiana formata da Bracciali e Fognini per portare a casa il punto del doppio, che purtroppo per noi, all' 80%, risulterà decisivo al fine della qualificazione per la semifinale. Dopo 4h e 28m di grandissima lotta e ottimo spettacolo, la coppia canadese formata da Nestor e Pospisil ha la meglio, meritatamente, sulla coppia azzurra e regala il 2-1 al Canada.


Nestor/Pospisil def. Bracciali/Fognini 6-3 6-4 3-6 3-6 15-13

Perdere così fa molto male, ma non si può certo dire che i nostri avversari abbiano demeritato, è stata una partita equilibrata, intensa, a tratti spettacolare e nonostante l'amarezza della sconfitta, possiamo tranquillamente affermare che emozioni del genere, in Davis, almeno per quello che riguarda l'Italia, mancavano da un bel po di anni.
Fin dall'inizio è chiaro il punto di forza della coppia canadese e cioè il servizio, Nestor e Pospisil servono benissimo per tutto il primo set senza concedere nemmeno una palla break alla coppia italiana, che al contrario fa fatica a servire la prima con continuità. Le seconde palle di Bracciali sono preda delle risposte aggressive di Pospisil che procurano al Canada la prima palla break, immediatamente sfruttata da Nestor, il quale forza un errore a rete di Fognini. 6-3 Canada.
Il secondo set inizia nel segno dell'equilibrio, fino a metà parziale, quando Fognini litiga con il servizio e con due doppi falli concede altre palle break ai canadesi, che anche stavolta non fanno regali e salgono 3-2 e servizio. 4-2 immediato grazie a Pospisil che tiene il servizio a 15. La prima occasione per l'Italia arriva nel turno successivo di Nestor che fatica a trovare la prima ed espone la coppia canadese alle risposte aggressive di Bracciali, che offrono agli italiani la prima palla break, malamente sprecata da Fognini che affossa in rete un rovescio abbastanza semplice. Niente da fare quindi, Nestor e Pospisil tengono la battuta e poco dopo chiudono il secondo set grazie all'ennesima passeggiata al servizio di Pospisil. 6-4 Canada.
Terzo set, ma Fognini ancora dorme, altro turno di servizio disastroso e altro break di vantaggio Canada, sembra ormai finita ma nonno Nestor accusa un altro passaggio a vuoto al servizio e stavolta arriva il controbreak immediato Italia, grazie a 2 errori di volo sempre di Nestor.
Il calo di Nestor è seguito a ruota da quello di Pospisil, che ora sembra vedere i fantasmi della partita con Seppi, altre 2 palle break Italia arrivate grazie ad un fantastico Daniele Bracciali in risposta, che da qui in avanti chiameremo San Daniele, la prima viene bruciata ancora da Fognini che però si fa perdonare e converte la seconda grazie ad una risposta velenosa. L' Italia sale quindi 5-3 e poco dopo incamera il terzo set per 6-3 risalendo il baratro.
La serie positiva per la coppia italiana continua nel quarto parziale strappando immediatamente il servizio ai canadesi che ormai trovano sempre più a fatica la prima e sulla seconda San Daniele non dimostra nessuna pietà. Sul 4-2 l'Italia dilaga, altro break, sempre nello stesso modo, seconde palle dei canadesi e San Daniele che fulmina in risposta. Inaspettato controbreak del Canada, che però regala un altro break all' Italia nel turno seguente grazie a 3 doppi falli sempre di Babbo Natale Nestor. 6-3 Italia e baratro risalito.
Inizia il quinto set e respiriamo aria di impresa, subito minata ancora una volta da Fognini che al servizio concede una palla break al Canada, ancora con un maledetto doppio fallo, il ligure stavolta si fa perdonare e salva capra e cavoli con uno smash, teniamo il servizio. Le palle break iniziano a piovere e nel turno successivo è San Daniele a doverne cancellare una, ma anche stavolta passiamo indenni, 3-2 Italia.
Nestor al servizio e ancora una volta è Natale, due palle break, ma stavolta i regali non arrivano e il 40 enne canadese si salva. Si arriva sul 6-6 senza farsi reciprocamente del male, ma ora la tensione è altissima. Serve Fognini che concede l'ennesima palla break al Canada ma anche stavolta San Daniele veglia su di noi, Bracciali ci mette l'ennesima pezza e la coppia italiana si salva ancora.
12-12 servizio Bracciali, game più lungo della partita, stavolta è agonia vera, salviamo altre 2 palle break e  dopo 8 tentativi chiudiamo il game, grazie ancora una volta a San Daniele, che gioca una partita davvero incredibile.
Si procede sperando che prima o poi un occasione arriverà, un mezzo passaggio a vuoto, ma niente, i canadesi al servizio sono implacabili e non lasciano nemmeno le briciole, il break decisivo che già da un po è nell'aria, arriva sul 13-13 con Fognini che perde di nuovo il feeling con il servizio regalando un rapido 0-40 al Canada grazie anche ai colpi vincenti di Pospisil, che dopo la lunga pausa di buio, ha trascinato la coppia canadese per tutto il quinto set. San Daniele salva il salvabile ma è costretto a cedere, finisce qui 15-13 Canada dopo 4 ore e 28 minuti di battaglia.
La superficie anche oggi ha fatto la differenza, il servizio è stata l'ancora di salvataggio per la squadra canadese che dal 6-6 in avanti gli ha permesso di riposarsi durante i propri turni di battuta, per concentrarsi e dare tutto in risposta, proprio il contrario di ciò che è accaduto ai nostri, che lottavano per la vita al servizio e arrivavano stanchi e incapaci di essere pericolosi in risposta.
Adesso l'appuntamento è per stasera a partire dalle ore 23.00 su Super Tennis, serve un miracolo perchè Seppi è costretto a battere Milos Raonic per riportare il punteggio in parità, impresa non impossibile ma davvero molto molto difficile.

Altri risultati parziali:
USA - Serbia 1-2
Argentina - Francia 2-2
Kazakistan - Repubblica Ceca 1-3 (Repubblica Ceca in semifinale)

Andrea Pala





sabato 6 aprile 2013

TROPPO MILOS PER FABIO - CANADA ITALIA 1-1



Milos Raonic(16) def. Fabio Fognini(31) 6-4 7-6(4) 7-5

Come prevedibile il numero 2 italiano Fabio Fognini non riesce nell'impresa di battere il numero 1 canadese Milos Raonic nel secondo sigolare dei quarti di finale della Coppa Davis 2013, Canada che si porta quindi in parità sull' 1-1.
3 set a 0 comunque lottati, dove Fognini non ha sfigurato e ha messo in campo tutto quello che aveva, il primo set inizia con Raonic che fa valere la prepotenza della sua prima palla di servizio mentre Fognini cerca di spostare il più possibile il canadese durante i propri turni di battuta, si arriva velocemente sul 3-2 Fognini e  inaspettatamente il primo a concedere una palla break è Raonic, che però annulla prontamente con il servizio. Nel game successivo è Fognini a concedere due palle break, cancella bene la prima ma non può nulla sulla seconda, consegnando il break all'avversario che poco dopo chiude il primo set per 6-4.
Il secondo parziale segue inizialmente la falsariga del primo, con Raonic che macina ace e servizi vincenti con facilità disarmante mentre Fognini resta concentrato sui propri turni di servizio, che riesce a tenere senza troppe difficoltà solo quando mette in campo la prima. Sul 2-2 Fognini tiene un turno di servizio complicatissimo dove riesce ad annullare 4 palle break al canadese, il quale si dimostra molto aggressivo anche in risposta a differenza del nostro che non riesce ad impostare lo scambio con continuità a causa dei continui meteoriti che piovono nella sua metà del campo.
Si arriva al tie-break dove Fognini esordisce con un sanguinoso doppio fallo che porta tutta l'inerzia del match dalla parte di Raonic, il quale si dimostra implacabile al servizio, chiudendo la pratica 7-4 senza concedere occasioni a Fognini.
Il terzo set si apre con Raonic che inaspettatamente accusa il primo passaggio a vuoto al servizio, doppio fallo che consente al tennista ligure di portarsi avanti di un break per la prima volta nel match, la reazione del canadese è però immediata, torna ad essere aggressivo in risposta e nonostante tutti i tentativi di Fabio per confermare il break il punteggio viene subito riportato in parità.
Raonic, salito 6-5, si procura 3 match point portandosi 0-40 su servizio Fognini, il quale si difende alla grandissima, gioca dei colpi di pura tecnica e porta il game ai vantaggi, il canadese però non molla e al quinto match point chiude la pratica approfittando di un errore di dritto di Fabio, regalando così l' 1-1 alla sua nazionale.
Adesso tutto il peso della qualificazione è sulle spalle dei doppisti, Daniele Bracciali e Paolo Lorenzi, che se la vedranno con Nestor e Pospisil nella partita che quasi certamente ci dirà quale squadra raggiungerà la semifinale.
Appuntamento quindi questa sera alle ore 23.00 in diretta su Super Tennis.

Altri risultati parziali:
USA - Serbia 1-1
Argentina - Francia 1-1
Kazakistan - Repubblica Ceca 1-2

Andrea Pala

venerdì 5 aprile 2013

COPPA DAVIS - SEPPI VINCE IN RIMONTA - 0 A 1 ITALIA



Andreas Seppi(18) def. Vasek Pospisil(140) 5-7 4-6 6-4 6-4 6-3

Iniziano bene per l'Italia i quarti di finale della Coppa Davis 2013, affrontiamo il Canada a casa loro ma da favoriti, beneficiando della sconfitta inaspettata della Spagna proprio contro i canadesi agli ottavi, con l'obbiettivo di raggiungere una storica semifinale.
Apre Andreas Seppi nostro numero 1 contro il numero 2 Canadese, Vasek Pospisil numero 140 in classifica ATP, partita sulla carta senza storia ma questa competizione insegna che nulla è mai scontato e che le sorprese sono sempre dietro l'angolo, difatti dopo un inizio positivo per il nostro, che si porta subito avanti di un break, le cose si complicano, con il canadese che si scrolla di dosso la tensione, scioglie il braccio e si riporta subito in partita.
Seppi sotto 5-6 40-15 si fa colpevolmente raggiungere e brekkare da Pospisil a causa di un doppio fallo e due errori da fondo consegnando il primo parziale al canadese per 7-5.
Pospisil galvanizzato continua a salire di rendimento beneficiando della superficie rapidissima, serve benissimo che quasi sembra Raonic mentre Seppi è parecchio sotto i suoi standard, conquista il break anche nel secondo set, che porta a casa per 6-4.
Dal terzo set in poi quando all'orizzonte iniziava a prospettarsi un suicidio Italia, Seppi sale di rendimento e contemporaneamente calano la tensione mentale e la percentuale al servizio di Pospisil, il giocatore altoatesino ne approfitta e ora da fondocampo fa molto male soprattutto con il dritto riuscendo a portare a casa la maggior parte degli scambi lottati, inoltre a differenza dei primi due parziali, riesce a concretizzare le palle break, ottenendo il break decisivo nei successivi 3 set portandoli a casa rispettivamente per 6-4 6-4 6-3, chiudendo la pratica dopo 3 ore e 15 minuti.
Primo punto conquistato quindi, fondamentale soprattutto in vista del secondo singolare a dir poco proibitivo tra Fabio Fognini e Milos Raonic, con il nostro che potrà comunque scendere in campo consapevole del punto già ottenuto dal compagno di squadra e del fatto che il giocatore con le spalle al muro non è certo lui.

Altri risultati parziali:
USA - Serbia 0-1
Argentina - Francia 1-1
Kazakistan - Repubblica Ceca 0-2

Andrea Pala

domenica 31 marzo 2013

PENSIERI E PAROLE POST KEY BISCAYNE


Alla vigilia di questo torneo la preoccupazione o meglio la speranza di quasi tutti, appassionati e addetti ai lavori, era quella di non rivedere per 
l'ennesima volta in questi ultimi mesi una finale tra Novak Djokovic(1) e Andy Murray(neo 2).
Il motivo è semplice e cioè che ogni tanto sarebbe gradito anche un po di spettacolo tennistico come si deve anche in finale al posto del solito scontro tra cyborg fatto di corsa, muscoli e poco altro.
Intendiamoci ci sono state delle grandi partite anche tra questa tipologia di giocatori, ma "grandi" grazie all'intensità che va via via aumentando durante la battaglia e che genera nell'appassionato la curiosità di rimanere attaccato al televisore per capire chi dei due alla fine non morirà e porterà a casa in primis la pelle e in secondo luogo il torneo. Speranza quindi, anche se misera veramente stavolta, considerata l'assenza di Roger Federer e cioè del solo che, anche se sempre con meno frequenza purtroppo, si inserisce tra i soliti 2, che abbiamo visto 10 giorni fa essere già ritornati 3, e che garantisce alla peggio almeno un confronto tra stili diversi. Ed è con queste premesse che inizia la magia e questa magia ha 2 nomi e 2 cognomi uno più insospettabile dell'altro: Tommy Haas e Richard Gasquet.
Partiamo dal primo, tedesco, ex numero 2 del mondo, in perenne lotta contro infortuni e il tempo che passa, alla veneranda età di 34 anni ci regala
una delle sorprese più incredibili degli ultimi anni e cioè umilia il numero 1 al mondo e favorito assoluto del torneo nonche campione in carica Novak Djokovic per 6-2 6-4, con il serbo perfino quasi spaesato e attonito al momento del saluto finale, di fronte a quello che doveva sicuramente
provenire da un altro pianeta, che gli aveva mostrato un gioco fantastico a tutto campo che appartiene sempre di meno a questa generazione tennistica, dimostrando così ai pochi giovani che ancora provano a giocare a tennis prima di passare la vita in palestra, uno su tutti Grigor Dimitrov, che una speranza forse c'è ancora.
Parliamo ora del francese, Richard Gasquet, che gioca uno dei migliori tornei della sua carriera, sicuramente il migliore da un sacco di anni, facendo
vedere in senso assoluto quello che poteva essere ma che per vari motivi ancora non è stato. Vincenti da fondocampo, discese a rete, un rovescio fantastico e piedi che danzano sul campo, sono le caratteristiche che hanno permesso a questi 2 giocatori di arrivare fino in semifinale dove la magia purtroppo si è esaurita e tutti siamo ritornati tristemente sulla terra per prepararci all'ennesima finale tra maratoneti.
Finale che si è conclusa appena da poche ore e che ha visto trionfare Andy Murray su David Ferrer per 2-6 6-4 7-6, sulla partita non c'è molto da dire pochissimo spettacolo, pochissimi vincenti, rarissime discese a rete il più delle volte inguardabili e come sempre accade è diventata interessante alla fine quando i 2 atleti ormai moribondi si apprestavano a giocarsi il tutto per tutto, o meglio il poco che gli era rimasto nel tie-break finale che ha visto la fortuna abbandonare in maniera infame il tennista spagnolo che ha smesso di crederci subito dopo il nastro scozzese arrivato come una pugnalata al cuore. David Ferrer meritava di vincere, è stato l'unico che comunque ha provato a spingere e a comandare il gioco nonostante non abbia un decimo del talento di Murray che ha mostrato un gioco indegno e offensivo verso il suo enorme talento annebbiando così tutti i miglioramenti di atteggiamento mentale e tennistico che aveva mostrato da Wimbledon dello scorso anno.
Avrei potuto disseminare qua e la qualche bestemmia all'orario di gioco incomprensibile e alla lentezza della superficie ma dato che è Pasqua ho deciso di risparmiarvi, anche perchè è sempre più inutile, ogni anno si peggiora, leggevo dei commenti di gente sbalordita per il fatto che al terzo set i due che fanno comunque del fisico il loro punto di forza fossero già sul punto di morire, rispondo dicendo che se si giocano in media 20 scambi ogni 15 perchè la superficie è così lenta da sfavorire i colpi vincenti con 2 giocatori che comunque farebbero fatica, per tipologia di gioco e per mentalità, a farli su un campo rapido con in più il caldo assurdo del matinèe della Florida il risultato può essere solo quello che abbiamo visto.
Appuntamento adesso tra 2 settimane per l'inizio dei tornei 1000 su terra rossa,si parte con Montecarlo, almeno li non ci illudiamo si sa che tipo di spettacolo ci aspetta, il problema vero è che ormai l'unica tradizione rimasta come 20 anni fa è la superficie rossa, tutte le altre sono state ignobilmente stravolte a svantaggio del tennis nel senso più puro del termine, tra qualche anno sostituiranno le racchette con le mazze e si disputeranno battaglie tra gladiatori al meglio di un solo set, ma noi saremo comunque li a seguire il tutto perchè tutto sommato è pur sempre lo sport che amiamo.

Andrea Pala

mercoledì 20 marzo 2013

WTA MIAMI PREVIEW



Dopo Indian Wells e la vittoria di Maria Sharapova, che si conferma una delle tre/quattro giocatrici che al momento si trovano un livello sopra il resto della compagnia, eccoci arrivati al secondo grande appuntamento americano della stagione.
Guardando il tabellone, nella parte bassa, solo ritiri o tonfi totalmente inattesi potrebbero privarci della semifinale tra le due rivali dell’est: Azarenka e Sharapova. Il loro percorso non è particolarmente impegnativo e gli scogli più insidiosi sono rappresentati da giocatrici che avrebbero comunque bisogno di piazzare la partita perfetta per avere ragione delle più forti avversarie. Potrebbero provare a infastidire Masha la nostra Sara Errani oppure una tra Ivanovic, Makarova e Kuznetsova. Sulla strada della bielorussa sono Kerber oppure Petrova o Vinci le insidie maggiori.
Più incerta la situazione nella parte alta, che vede i rientri di Na Li e Serena dopo qualche settimana di stop e con una condizione tutta da verificare e, tra le altre top seed, due tra le più imprevedibili giocatrici del circuito: Kvitova e Radwanska. Soprattutto la ceca sta attraversando un momento in cui sprazzi di grande tennis sono intervallati troppe volte da prestazioni al limite del decoro. Una situazione del genere potrebbe permettere a parecchie outsiders di fare strada nel tabellone: da Wozniacki a Cibulkova, da Venus alla lanciatissima futura top 10 Barthel, per arrivare a una Petkovic ancora in condizioni precarie ma che, prima o poi, dovrebbe riavvicinarsi ai livelli pre-infortunio.
Nella parte alta si trova pure Flavia Pennetta, appena tornata al tennis giocato e ben lontana dalla forma migliore, anche a causa di una voglia di proseguire l’attività ad alti livelli che, a mio parere, comincia a venire meno. Rischia di faticare già al primo turno contro la modesta Larsson. Nel caso lo superasse, dovrebbe essere carne da macello per Serenona. Un’altra italiana che ormai ha imboccato il viale del tramonto e che, personalmente, non vedo l’ora di sentire in veste di opinionista televisiva, è Francesca Schiavone, inserita nella parte bassa. La Kerber dovrebbe avere vita facile contro di lei al secondo turno.
Tutte nella parte bassa le restanti italiane. La Giorgi ha un discreto tabellone e potrebbe avere qualche possibilità di giocarsi la partita di terzo turno contro Vika. Non la vedo giocare dall’exploit di Wimbledon ma, da allora, non ha ottenuto risultati significativi nel circuito, il che mi lascia parecchie perplessità sulle sue reali chances. Percorso piuttosto tranquillo anche per Robertina Vinci che, al contrario di Camila, ha una concreta opportunità di incontrare la stessa Vika al quarto turno. L’Italia, comunque, ripone le sue migliori speranze - come sempre da un po’ di tempo a questa parte - nella sua numero uno Sara Errani. Il suo eventuale quarto di finale si giocherebbe, ancora una volta, contro l’incubo Sharapova ma, questa volta, il cammino per arrivarci presenta insidie maggiori rispetto a Indian Wells. Sara, dopo il bye al primo turno, troverà una tra Pironkova e Hantuchova, poi Lisicki o Paszek, infine al quarto turno una tra Makarova, Kuznetsova e Ivanovic. La Errani batte con buona regolarità le giocatrici di peggiore classifica; queste, però, tirano molto forte e affrontarle tutte consecutivamente su una superficie che, nonostante l’adattamento al cemento americano la settimana scorsa sia sembrato buono, non è esattamente la preferita della nostra, può creare parecchi problemi.
A risentirci per i commenti, naturalmente con un occhio di riguardo per le nostre giocatrici!

Mattia Carrea

venerdì 25 gennaio 2013

AUSTRALIAN OPEN PREVIEW FINALE FEMMINILE



Innanzitutto chiedo scusa per la foto della cinese, ma credetemi, non ne ho trovata una migliore.
Detto ciò, eccoci qua, penultimo atto dell'edizione 2013 degli Australian Open, domani mattina ore 9.30 locali sarà Na Li (6) opposta a Victoria Azarenka (1) precedenti 5 a 4 in favore della giocatrice bielorussa che però ha vinto gli ultimi 4 incontri 3 dei quali su questa superficie, ma prima di entrare nel merito di questa partita facciamo qualche passo indietro.

Victoria Azarenka
Percorso netto quello della bellissima Vika che arrivava in Australia con l'obbiettivo di difendere il titolo conquistato qui a Melbourne la scorsa edizione, ci arrivava da favorita numero 2 dopo Serena Williams che avrebbe dovuto incontrare almeno secondo pronostico in semifinale. Come è noto questo non è avvenuto causa problemi prima alla schiena e poi alla caviglia che uniti a una giornata super della sorprendente 19 enne Sloane Stephens sono costati l'uscita prematura della Williams e hanno regalato ad Azarenka un percorso salutare fino alla finale. Proprio per essere precisi la bielorussa ha avuto qualche difficoltà in semifinale, nel secondo set, parecchio innervosita per non essere riuscita a chiudere in più occasioni la partita, nervosismo poi degenerato in un lungo medical timeout ufficialmente chiamato per problemi al petto (respiratori). Proprio quando si iniziava a pensare ad un terzo set ecco che Vika rientra in campo tranquillizzata dalla pausa e in un attimo strappa servizio e partita all'avversaria. 6-1 6-4 il punteggio finale.

Na Li
Si può considerare la giocatrice cinese la sorpresa del torneo? Si se si guardano i pronostici iniziali, assolutamente no se si guarda il tennis espresso sul campo. Na Li non ha certo potuto beneficiare di un tabellone semplice come la Azarenka,difatti dalla sua parte c'erano giocatrici pericolose come Cirstea e Goerges e giocatrici sulla carta favorite come Radwanska e Sharapova, ma come se nulla fosse se ne è liberata con facilità senza concedere un solo set sfoggiando un gioco potente e una condizione atletica invidiabile.
Da sottolineare la prova contro una delle 2 vere favorite dopo la sconfitta di Serena Williams, Maria Sharapova, match vinto dalla cinese contro pronostico con un perentorio 6-2 6-2 che se vogliamo è un poco bugiardo dato che è stato un match lungo e paradossalmente equilibrato nei giochi, in fortissima maggioranza conclusi ai vantaggi, ma che hanno visto la Na Li dominare e vincere in tutti i punti importanti.
Detto questo la finale dovrebbe essere parecchio equilibrata, entrambe hanno il colpo di relativa debolezza nel dritto che considerati i miglioramenti della Na Li possiamo tranquillamente mettere sullo stesso livello; il colpo forte di entrambe è il rovescio e come spesso accade nei match femminili alla fine vincerà chi farà meglio o meno peggio con il servizio. A livello atletico ci si potrebbe aspettare che i 23 anni della bielorussa potrebbero alla lunga favorirla contro i 30 della cinese, questo se non fosse che tennisticamente parlando Na Li ne ha 27 dato che è stata ferma dai 20 ai 23 anni per un ripensamento professionale se così lo posso definire.
Insomma i segnali per una partita intensa ed equilibrata ci sono tutti, il domani ci dirà se ho avuto ragione e ovviamente non sarà così.
Buona finale e buon tennis a tutti.

Andrea Pala

martedì 22 gennaio 2013

AUSTRALIAN OPEN DAY #9



Djokovic b. Berdych 6-1 4-6 6-1 6-4

Questa volta più di altre ho voluto credere che Berdych potesse farcela, forse perché il ceco non aveva perso ancora un set, forse perchè Nole veniva dalla maratona con Wawrinka dove era apparso tutt'altro che irresistibile, sopratutto quando si è trovato a dover subire la pressione dell'avversario, o forse perchè quando il masochismo prende il sopravvento non ci puoi fare proprio nulla.
Infatti è accaduto tutto il contrario. 
Il match non è esistito, o meglio, è esistito solo nel secondo set vinto da Berdych, il resto è stato un monologo di Nole.
Troppo superiore da fondo, troppo superiore nel mettere in evidenza i limiti del ceco soprattutto negli spostamenti laterali e a non soffrire troppo il suo gioco piatto, troppo tutto.
Il match si apre con un monologo serbo che chiude rapidamente il primo parziale per 6-1.
Nel secondo set complice qualche errore di Nole, arriva il break di Berdych che pur faticando sui suoi turni di servizio avrebbe anche una chance per staccare ulteriormente l'avversario e dopo aver salvato 2 palle del controbreak, chiude il set per 6-4. Di fatto la partita si chiude qui. Si perchè nel terzo Djokovic vola 5-0 prima di chiudere 6-1 e nel quarto, ottenuto il break al terzo gioco, si limita a gestire i suoi turni di servizio e con un'andatura da crociera chude il set per 6-4 rendendo meno pesante il passivo e guadagnandosi la semifinale con David Ferrer.
Per Djokovic si tratta dell'undicesima semifinale slam di fila che gli da anche la certezza di rimanere numero 1 al termine del torneo, per Berdych invece un'altra bocciatura, l'ennesima.
Troppo il gap coi primi, che ad esclusione di Federer riescono a disinnescare la trama del gigante ceco quasi sempre con estrema autorevolezza.


Ferrer b. Almagro 46 46 75 76 62

La partita nella partita.
Si perché il secondo match sulla Rod Laver Arena è stato un match che ha avuto due storie.
La prima è durata fino al 6-4 6-4 5-4 e servizio tutto in favore di Nico Almagro, da li in poi ha inizio la seconda.
Ferrer che non aveva giocato per nulla bene fino a quel momento, tanto da far gridare a un tifoso "Dai David, tu sei numero 4, lui è numero 9" ha 2 palle break per riaprire la partita, Nico le annulla trovandosi a 2 punti dal match, li si assite al primo colpo di scena, parziale di 14 punti a 1 di Ferrer che porta a casa il terzo set.
Nonostante ciò è Almagro ad andare avanti di un break nel terzo gioco, subito riperso da Ferrer e poi dal settimo gioco in poi è un susseguirsi di break e controbreak da fare invidia a un match femminile. Questo vuol dire che Almagro serve di nuovo per il match due volte, una sul 5-4 e una sul 6-5 senza arrivare però a match point.
Si arriva dunque al tie-break dove gli dei del tennis devono averne viste abbastanza e puniscono Almagro che lo perde per 7 punti a 4 e inizia ad accusare oltre che a un fisiologico calo mentale anche un calo fisico.
Ferrer è più vivo che mai, dopo essere stato più di una volta a un passo dal dover scegliere il bagnoschiuma per la doccia ora si trova nel suo habitat naturale, il quinto set.
Almagro non c'è più e cede di schianto 6-2 una partita che poteva e doveva chiudere in 3 set.
Il tennista di Valencia torna in semifinale a Melbourne dove affronterà Djokovic in quella che pare una mission impossibile, ma Ferrer è duro a morire.

Andrea Lanzarini

domenica 20 gennaio 2013

SI PARTE!!!

 

Nostalgici del tennis passato.
Finti esperti di quello odierno. Non amano prendersi troppo sul serio, ma malati per tutto ciò che è racchette e palline gialle.
Blog curato da Andrea Pala e Andrea Lanzarini.
@wecannotbeserio